fras(ch)eggiare di fogliame

sabato, 14 novembre 2009

a'stati 'i san martinu e l'acqua sulla luna

 

dittico del

sole,

dell'illu-nazione -

 e/ 

dellìl-lusiòne

    '


scritto da: foglia alle ore 09:44 | link | commenti (1)
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mercoledì, 11 novembre 2009

/filo dei ripensamenti/


scritto da: foglia alle ore 11:14 | link | commenti
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lunedì, 09 novembre 2009

da un Ufficio di s-collocamento

Non c’è bisogno di te pare osservare nel giorno uno settembre duemilanove

il giovane – non più giovanissimo, disoccupato

Gionni P. De Grado             

dal moto effettivo

di un registro scritto del silenzio

appena appello lavorativo: se il mondo

dell’occupazione remunerata fosse

il mare, allora io potrei essere

annegato da tempo, saprei annegare

senza offesa senza alcuna presa di provvedimenti

o ricerche aperte sommozzatori impiegati dalle

forze d’ordine di competenza (e grandi avvilimenti)

tra i fondali del canale, del mar mediterraneo

angolo tirreno aperto adriatico, sereno avariato:

allora il mio letto ha questo fiume in motto

non tanto del dormire del fare a peso morto

quanto del versare versare a più non posso

raccogliendo, aderendo, scorrendo,

che Eraclito andava dicendo che le acque

nel movimento del divenire hanno intanto e sempre

corrente diversa, acqua nuova, mira sorgiva verso

il mutamento, in dirittura di crescita, piena, di non arrivo

 poi speranze

sino al mare, letto intanto lenzuolo aperto fino alla fine,

in mar sfociando di nuovo infinire per poi magari

aderire cadendo

ancora come gigantesca carcassa di balena, tra la flora blu e sotto

la pianta dei piedi di un oceano fra gli altri, immenso motivo, tu.

Immenso morivo disse il baleno finito morbidamente in profondità,

qualcuno parve ringraziare.

 

 

 


scritto da: foglia alle ore 15:59 | link | commenti (1)
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venerdì, 06 novembre 2009

malgrado la stanza

 

(...)

finché si torna
malgrado tutto e la stanza e il posto non possono
essere aggirati ancora. In quel punto
entra il vento

                      Remo Pagnanelli


scritto da: foglia alle ore 10:58 | link | commenti (1)
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martedì, 03 novembre 2009

(ancora). un film

 

Ancora distratti dal mare

Dai fiori dei quasi ricordi

Dalle ombre dei passeri

che avverano forme dei nostri

occhi sui cornicioni

àncora peraltro dei versi

che promessi poeti

- e bocce di vetro -

ancora appesi a un filo di

celluloide

a un fotogramma esile

di adolescenza.

Ripresa un po’ male e di fretta,

come una rincorsa poi

di traverso, corsa di sbieco

 senza il tempo di zumare

sul fiato corto

 

Eravamo

Testardi.

Ma non eravamo

Noi, solo un

Decidere di farlo,

desiderio di un

suggerimento dai poeti.

 

 


scritto da: foglia alle ore 08:46 | link | commenti (2)
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sabato, 31 ottobre 2009

it's a pink moon

 

passeggiare per lunghi periodi

di verde silenzio.

(

Ottobre è ancora;

è una luna rosa,

sonora

)


scritto da: foglia alle ore 22:54 | link | commenti (3)
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martedì, 27 ottobre 2009

fotografare un far finta di niente

 

[Faccio finta di niente]

(ci sono cani investiti

sul ciglio dello scorrimento

veloce)/

mi cadono foglie in testa

foglie..capelli - e poi giù/

(poi i cani di zona

giocano alle iene contro

le auto, ma non sanno che

quel travestimento e che

i ruoli s’invertono sul serio

se non stanno ben attenti;

le macchine, le iene, gli uomini

guidano, tra loro si sbranano

e investono)/

parlano a voce bassa

e con occhi smarriti

sorridono sempre

le ragazze ai loro sogni,

quelle sempre innamorate/

un

rinverdire

inesplicabile

 


****(tutte)

diverse le foglie

 

 

*************

è lì che

c’eravamo

fermati

che abbiamo

lasciato

per qualche istante

tutto il nostro fiato

 tutti i nostri fiati

 

un dì d’istanti

fiorito dentro

ai rampicanti

del cuore

 

 

 

 

 

 

 

È un po’

colonna sonora

la foglia del mio

passeggiare

un’intonazione

di respiro mentre

mi muovo lontano

dal vicino e

con cane al fianco.

 

 

 


scritto da: foglia alle ore 12:22 | link | commenti (3)
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venerdì, 16 ottobre 2009

da terra

 

Da terra

il chiaro fiato

del tempo si

vede e mentre

si fa respiro

- inspìro, espìri -

si prende esempio

e mostra in

comune accordo

di giorni,

le vite dei giorni

da terra ricorrono,

boschi come tu

mi ricordi, e lineamenti

trasmessi, girovaghi

poi fermi di nuovo

sui volti fraterni dei boschi

sul viso eterno dei figli,

dei nostri giorni, futuri

che fuggiranno come

per ricopiarsi accaduti

per tutti quei quaderni

e disboscamenti,

tu scrivimi, sempre, da terra

dai boschi trascorsi e quelli

venturi dei lineamenti, tu metti

da parte sempre monumenti

panorami e lenti per liberarti,

avvicinandomi, come a toccare le luci

del viso, dei boschi, del buio dei sèguiti. illuminàti

                                                                 (illùminati)

 

 

 

 


scritto da: foglia alle ore 11:12 | link | commenti (3)
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lunedì, 12 ottobre 2009

c'est simple comme bonjour, c'est bête comme chou

 

 

je te le dis de vive voix, d'une seule voix


scritto da: foglia alle ore 08:57 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 05 ottobre 2009

su giorni meno insonni di altri

 

Sarebbe importante poter sapere che il sonno chiude la porta e gli occhi al

giorno, allora forse non giungerebbe alcuna insonnia, almeno per chi non la

possa scegliere, reggere, decidere talvolta a tavolino alla luce di una lampada

cercando in più una confidenza con l’ora tarda, una mimesi al buio lenta meta-

morfosi alla veglia mentre il riposo affonda il corpo rallenta le viti un poco al-

lineando le tensioni e il sonno non arriva ma galleggia e l’attenzione riveste le

cose ora quasi a galla di prima sommerse tra sguardi e persone, sentieri illumi-

nati a parole che si versano nell’acque accomiatate delle emozioni appartenu-

te fino ad allora a un caotico succedersi di distrazioni non proprio fortuite, ora

occasione di nuoto di rotazione delle corazze e giocate carezze al tempo che

suona e risuona silenzi e silenzio, poi chiudere il quaderno e mettersi in riga al-

l’ascolto delle passeggere tene-brecce senza spavento, ma tendendo cuore ad

orecchi e viceversa, aderendo a uno zero supino che vuol dire cosa, contare le

pecore?, ripartire dal gregge dei pensieri assiepati nell’orda quotidiana, da questa

di certo scartati, per scarso senso della praticità. Ora il risveglio, il quaderno a qua-

dretti del letto e quello a righe del sogno. La pagina bianca del sonno, quella a colori

della veglia e ancora tutti i fascicoli verdi dei respiri, gli eccetera neri, e i cieli, e gli altri…


scritto da: foglia alle ore 16:53 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 28 settembre 2009

 


ci sono certo state

albe di rivoluzioni,

sputi di intenzioni

colori in espansione

banditi,

sotto-esposizioni

(e giorni canditi)

ricordi stupiti di avverate giornate (guardare all'infanzia da questo vetrino)


scritto da: foglia alle ore 11:01 | link | commenti (3)
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martedì, 22 settembre 2009

quante nuvole in terrazza, oggi

 

Quel signore anziano

un poco demoralizzato

è come una ferita

alla mano del mondo.

 

*

mi basta il precipizio

la cascata il getto

della fontana – l’acqua libera

e potabile,

per dirmi guarito.

 

*

il semaforo della sera

mi sta sulla testa

sopra il vetro il cielo

tuona

le pozzanghere hanno

domande a schiera con eco

di qui sopra

il semaforo spento non ha

cosa suggerirmi non sa

se dirmi di passare

di arrestare il passo

la pioggia ha fatto il bagno

a molte teste

lo si denota dalle chiome

scivolate dei passanti,

il semaforo spento della sera

sarebbe un eterno arancione

che anche la pioggia prende

in considerazione

non piovendo

non smettendo non facendo

che mentire senza decidere

 

*

faccio bello l’occhio

di rivederti, aspetto

con suo fratello l’altro

occhio, la boccuccia

resistente che raccoglie

un po’ di vento e il centro

delle nari o campanello

di odori-segnalazioni

di quando stai

per arrivare

 


scritto da: foglia alle ore 11:19 | link | commenti (2)
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mercoledì, 16 settembre 2009

NEL SOTTOCUORE

lite_trees - Ben And Bruno

(...)

appena vorrà il giorno

mi scrivo in scarabocchio

e tengo il fiato per salvarmi

dietro le rughe d'alba.

(...)

                                            Dorinda Di Prossimo, Ora o dopo appena

 


scritto da: foglia alle ore 10:26 | link | commenti (2)
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lunedì, 14 settembre 2009

dall'ultima radura

 

Filo di quest’ultima radura – fa’ letteratura -

d’un bacio appena del bacio in dirittura

di partenza, a millesimale staffetta di toni

a colori riusciti all’imbrunire

d’illuminare

il cuore l’affine stagione che possa peraltro

portare il tuo nome. Così che io possa

ingiallire, mutare, sfogliarmi cadere (in buona

penombra di pace) allineare i quaderni alle

fessure, migrare per verdi pensieri migliorare

versioni in prosa da vagabondo fuori da ogni

via del (mal)verso e in partenza riversa virata di vento

casa mancanza belvedere

(dabbasso)

(dentro)

(largo altraménte in vetta)

                                                                               [s'embrasser en banlieue

 

 


scritto da: foglia alle ore 18:05 | link | commenti
categorie:
lunedì, 07 settembre 2009

 

Cos’è religione se

non attenzione

dedita strada

sin dentro al

proprio cuore?

 

Teoria dei rami

 


scritto da: foglia alle ore 10:34 | link | commenti (5)
categorie:

#)radiovènto#(

Chi sono

Utente: foglia
"forse il ragazzo è un arciere".

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